I Condizionamenti

 

Appena veniamo al mondo scatta in noi un'immediata impellenza, quella di assorbire tutto ciò che ci circonda, come una spugna tratteniamo tutte le informazioni che ci arrivano, iniziando lunghe elaborazioni, che portano ad immagazzinare i dati che riteniamo necessari ed a scartarne altri. E' un processo senza sosta, che deve completare il più possibile la nostra formazione e portarci verso la conoscenza del mondo. Tutto questo si ripete ogni giorno, lungo tutto il periodo dello sviluppo, attraversando la nostra infanzia e l'adolescenza e senza interrompersi neanche nell'età adulta. Una costante che ci accompagna tuta la vita e che determina la qualità e la grandezza del nostro “archivio”; tutti i fascicoli pazientemente catalogati andranno a costituire le fondamenta della nostra personalità.

 

Numerose sono le variabili che ci inducono a procedere all'archiviazione del “materiale” che riteniamo interessante, alcune di queste ci portano a registrare i dati in maniera più decisa, come se incidessimo i caratteri con mano più pesante, perché possano o debbano restare lì per lungo tempo, a volte per farlo utilizziamo un inchiostro indelebile.

 

Gli apprendimenti acquisiti possono riscontrarsi non corretti quando creano dei blocchi che limitano fortemente la nostra vita, determinando paure, ansie e influenzando negativamente la nostra vita.

 

Spesso l'importanza che riconosciamo ad una informazione è data dalla forza o emotività con cui ci colpisce o dalla sensibilità del momento in cui la analizziamo oppure per la sua ripetitività o ancora perché veicolata da qualcuno a noi molto vicino.

Nel caso dei condizionamenti questi elementi sono tutti fortemente presenti, mixati in misura diversa, micidiali e prorompenti, capaci di imprimersi nel nostro “registro” in modo deciso, talmente in profondità da non riuscirli a riconoscere, ma nello stesso momento tanto sensibili da poter affiorare all'istante, al minimo suono dall'allarme.

 

I genitori, la scuola, il mondo del lavoro, la religione, sono le maggiori fabbriche di azioni e di pensieri che influenzano le nostre scelte o che determinano molti dei nostri comportamenti o abitudini.

Meccanicamente siamo bersagliati da cose a cui, li per li, non facciamo caso ma che goccia dopo goccia contribuiscono a far crescere in noi il malessere ed a incrinare la nostra autostima.

Frasi apparentemente innocenti (non sei capace di far niente, non troverai mai un lavoro, senza di me non farai mai nulla, non sei come tuo padre, non puoi riuscirci, etc etc) demoliscono lentamente i nostri punti fermi, portandoci ad incominciare a dubitare di noi stessi, rendendoci deboli ogni giorno di più.

 

A volte un'intera vita dominata da credenze che altri ci hanno infuso.

 

Analizziamo il condizionamento dal punto di vista energetico. Si perché il condizionamento è comunque un'energia che, strato dopo strato, si deposita nel nostro inconscio, creando una sorta di circuito. Più questa energia è antica e più è radicata e sensibile. Un circuito con un suo specifico relè. Ogni volta che questo interruttore viene sollecitato da una determinata influenza esterna, il circuito si apre e attiva la relativa risposta automatica. Così ci ritroviamo, in un particolare situazione, ad avere una certa reazione, quasi sempre inconsapevole, indotta solamente da un meccanismo di protezione.

Questo è il meccanismo con cui si formano i più comuni blocchi, che possono essere di natura emotiva, fisica o anche spirituale. Generalmente sono i Chakra quelli ad essere maggiormente interessati da questi blocchi, ma anche gli strati aurici ed il corpo fisico non ne sono esenti.

 

Attraverso l'ausilio di particolari conoscenze e tecniche è opportuno un lavoro di ricerca per rintracciare queste energie, rimaste impresse a causa delle nostre credenze, allo scopo di riportarle in superficie e liberare quegli automatismi che condizionano fortemente il nostro comportamento e far emergere le nostre paure, sbloccando le emozioni represse.